Tuesday, January 24, 2006
Tuesday, September 27, 2005
Niente di ciò che è umano mi è estraneo.

Bonn, Berlino, Parigi, Londra... L'Europa in subbuglio. Con questa Prussia d'acciaio al centro, l'Inghilterra delle nuove macchine e la Francia delle idee liberali. Se le girarono tutte, seguendo il fiuto rivoluzionario, inseguiti da gendarmi armati e schiumanti rabbia censoria. Chiacchierate infinite in stanze buie e clandestine, litigate dense di fumo. Sapore di carta, idee. Olezzo di stanze in disordine, sedie con tre gambe. Il 'Moro' sempre al verde, in balìa della sua furibonda vita. La bàlia, peraltro, resta misteriosamente incinta proprio mentre la moglie è fuori città a battere cassa. Il Generale sempre a disposizione. Pronto ad abbandonare le sue amate donnine francesi per accorrere in aiuto dell'irsuto amico. In lui aveva riconosciuto l'impronta del genio. C'era un mondo da cambiare a spallate e gettate d'inchiostro.
Forse avevano torto su tante cose, tranne che su una. Avevano ragione.
Il motto del Moro era: 'Nihil humani a me alieno puto'.
Parto così.

